indagini per aumento assegno di mantenimento

L’ammontare dell’assegno di mantenimento viene stabilito dal giudice in sede di separazione o di divorzio, tenendo conto delle entrate mensili di entrambi i coniugi e imponendo al più benestante dei due di sostenere finanziariamente l’altro.
La quota mensile è pertanto una quota fissa, che il coniuge obbligato deve versare mese dopo mese all’ex coniuge ed ai figli, se presenti.

Cosa succede se il coniuge che versa il mantenimento ottiene un aumento di stipendio e di conseguenza aumentano i suoi introiti?

In quel caso, la disponibilità economica più alta dell’ex partner può incentivare una richiesta di aumento dell’assegno di mantenimento, richiesta che va comunque vagliata dal giudice e supportata da prove tangibili.
Attenzione, però. L’aumento dell’assegno di mantenimento è possibile solo se il reddito aumenta in relazione ad attività che il coniuge obbligato svolgeva già durante il matrimonio.

Facciamo un esempio. Il coniuge obbligato lavora in un’azienda tessile, e dopo dieci anni dalla separazione ottiene una mansione più alta, con conseguente aumento di stipendio. In questo caso, l’ex coniuge può richiedere la revisione dell’assegno di mantenimento, ottenendo così l’aumento desiderato.

Se, invece, il coniuge obbligato avvia un’attività in proprio dopo la separazione, e questa attività ha dei buoni introiti, questi redditi nascono successivamente alla fine del matrimonio – e quindi non rientrano nelle somme che incidono sull’assegno di mantenimento.

Caso diverso quello dell’eredità. Se il coniuge obbligato ottiene un’eredità, questa rientra nel conteggio dei redditi che influiscono sull’ammontare del mantenimento. La richiesta di una revisione dell’assegno, in questo caso, è lecita, e può essere approvata dal giudice.

In tutti i casi, la richiesta di modificare l’ammontare del mantenimento va presentata in tribunale insieme a delle prove dell’aumentato reddito dell’ex coniuge. Prove che possono essere ottenute grazie all’intervento di un investigatore privato, che può accedere a dati sensibili, quali conti bancari o reportage di uno stile di vita che indica una condizione economica migliore di quella dichiarata.

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