whistleblowing

Il whistleblowing: un’arma potente per le aziende

Il whistleblowing è uno strumento che permette di far emergere potenziali irregolarità all’interno di un’organizzazione. Si applica sia all’interno della pubblica amministrazione che in altre aziende che decidono di servirsene. Eppure, come per ogni altro mezzo di tale entità, c’è sempre il rovescio della medaglia. Ma andiamo per ordine.

Il whistleblowing è la segnalazione di illeciti e reati

Il termine viene dall’americano e intende l‘atto di soffiare (blowing) nel fischietto (whistle) proprio come un arbitro durante una partita di calcio. 
Qui però i nodi vengono al pettine. Il whistleblower, l’autore della segnalazione, può tanto essere oggetto di attenzioni indesiderate e malevole quanto essere egli stesso in difetto. Potrebbe infatti operare nell’intento di creare danni all’amministrazione o all’azienda.
Per questa ragione, una volta messo in atto il processo di whistleblowing, sia le aziende che i whistleblower devono tutelarsi.

Perchè rivolgersi all’investigatore privato?

Uno dei modi migliori per tutelarsi è affidarsi a un’agenzia investigativa che, tramite i suoi esperti, può mettere in atto verifiche e operazioni di sicurezza.

Se è l’azienda a segnalare il whistleblowing, gli investigatori privati agiranno per verificare che la segnalazione del whistleblower sia a tutti gli effetti pertinente e attendibile. Ai fini di tutelare il committente, gli investigatori svolgeranno tutte le indagini necessarie per assicurare che sia assente l’interesse personale da parte del segnalatore.

Se invece è il whistleblower a rivolgersi all’agenzia investigativa, gli esperti – pur verificando sempre l’assenza di cattive intenzioni da parte del committente – faranno in modo di tutelarne l’anonimato. Questo garantisce che l’azienda o i colleghi non agiscano in maniera discriminatoria e sanzionando l’eventuale mancata verifica o gestione della segnalazione.
Alla base di ogni azione di un’agenzia investigativa di qualità resta comunque la verifica della segnalazione. Quest’ultima deve sempre e comunque essere corredata di prove attendibili, dettagliata e mai vaga.
Una segnalazione verificata vale anche in sede giudiziaria e può essere impugnata in caso di contenziosi o di licenziamenti ingiustificati, con immediato reintegro del whistleblower ingiustamente cacciato.

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